la fiaccola sull’Everest

Un breve post per esprimere il mio consenso alle recenti parole di Messner sulla salita della fiaccola olimpica sul Chomolangma (aka Everest).

Se da una parte avrei voluto “stendere un velo pietoso”, mi sembra opportuno sottolineare alcune cose, prendendo a prestito le parole di Messner.

Primo: “L’anniversario della nostra prima salita senza ossigeno e la scalata della fiaccola sono una contraddizione paradossale. L’8 maggio di trent’anni fa io e Habeler siamo saliti senza bombole di ossigeno, oggi i cinesi le hanno usate. Allora la montagna era libera, noi eravamo soli. Oggi invece ci sono cinquanta spedizioni ferme ad aspettare al campo base bloccate dalla polizia e dall’esercito per non disturbare questa messa in scena”

Secondo: “L’alpinismo non è disciplina olimpica e non c’era bisogno di portare la fiaccola sull’Everest”.

Su questo secondo punto la mia opinione (per il poco che vale) va anche un po’ più in là: io credo che l’alpinismo non sia neppure uno sport, perchè lo sport è fatto di regole condivise (l’asta deve avere una certa lunghezza) e si basa su parametri misurabili (vince chi salta più in alto). Questo non vale per l’alpinismo: le regole vengono (o dovrebbero venire) da dentro, e nessuno può dire chi “vince” tra Bonatti sul Cervino e Messner sull’Everest… anzi, la parola “vincere” non ha nessun senso, perchè non si “vince” né sulla montagna né su altri alpinisti.

Altre parole che mi vengono in mente su questo tema sono quelle di Cesare Maestri: “C’è un solo modo per uccidere l’alpinismo: dargli delle regole”.

L’articolo originale è su http://www.montagna.tv/?q=node/7560

conche

itinerario
Con Daniele sui sentieri sopra Nave.
Ritrovo alla Volta alle 6.45, iniziamo a camminare alle 7.30. Alle 9.00 siamo in Conche e, dopo una pausa, alle 10.30 sul monte Doppo. Ritornati al Santuario per mezzogiorno e ripartiti di lì alle 12.30. Raggiunta l’auto alle 14.15, scendendo per il bel “Sentiero dei Marroni della Valle del Garza”.
Giornata un po’ afosa.

una passeggiata tra le colline di Odolo

itinerario
Oggi una passeggiata tranquilla in una piacevole pineta.
Non so se capita solo a me, ma faccio sempre molta più fatica a orientarmi in collina che in montagna… sarà per via delle tracce di cacciatori e di chi fa legna o delle tante mulattiere che sempre si incrociano e portano a qualche roccolo. Comunque trovo che questo dia un pizzico di interesse in più a questo genere di gita, altrimenti non proprio “entusiasmante”. Pensandoci bene, poi, mi sembra strano che nonostante i sentieri siano già tracciati e la guida dia indicazioni più o meno precise, io riesca lo stesso a trovarmi disorientato o addirittura a perdermi; forse l’evoluzione ha davvero dato ma anche tolto qualcosa all’uomo (o almeno questa potrebbe essere una scusa da usare di fronte a me stesso! ;-) )

buone risposte alle buone domande

“Gli atomisti, a differenza di Socrate, di Platone e di Aristotele, cercarono di spiegare il mondo senza introdurre la nozione di scopo o causa finale. La <<causa finale>> di un avvenimento è un fatto futuro, in grazia del quale l’avvenimento stesso si verifica. Negli affari degli uomini questa concezione è applicabile. Perchè il fornaio fa il pane? Perchè la gente avrà fame. Perchè vengono costruite le ferrovie? Perchè la gente vorrà viaggiare. In casi simili le cose sono spiegate dallo scopo a cui servono. Quando chiediamo <<perchè>> riguardo a un fatto possiamo intendere tutte e due le cose. Possiamo intendere: <<A quale scopo sarà avvenuto questo fatto?>> oppure: <<Quali precedenti circostanze lo hanno causato?>> La risposta alla prima domanda è una spiegazione teleologica, ossia una spiegazione per mezzo delle cause finali; la risposta alla seconda domanda è una spiegazione meccanicistica. Non vedo come si poteva sapere in anticipo quale delle due domande la scienza avrebbe dovuto porre, o se avrebbe dovuto porle entrambe. Ma l’esperienza ha dimostrato che la domanda meccanicistica conduce alla conoscenza scientifica e la domanda teleologica no.
(B.Russell, “Storia della filosofia occidentale”)

my first (and useless) firefox extension

Here is the code of my first, and probably totally useless for anybody else, firefox extension!
I have crafted it as a little experiment with chikenfoot. Chickenfoot is nice, it’s similar to greasemonkey but easier to use. And it can wrap up your scripts as firefox extensions for you.
So, coming to cotw, its purpose is to automathically open up in a new tab the last episode of composer of the week for me when I visit the page. “Composer of the week” is broadcasted from 12.00 to 13.00 from monday to friday, english time. So, as I live in Italy (one hour ahead), I just test the hour of the day and if it’s before 14.30 then I open up yesterday’s episode; otherwise I open up a tab with today’s episode. That’s is! If you combine that with a proper “quick search” mapping for the program’s homepage, say “cotw”, you can juste type “cotw” in firefox’s address bar and enjoy the music.
Here’s the code:

 1 // ==UserScript==
 2 // @extensionName cotw
 3 // @extensionAuthor Stefano Negri
 4 // @extensionDescription listen to the last episode of BBC3’s Composer of the week
 5 // @extensionGUID 8d1f5e3d-2f2c-2aaf-0949-67963d35b50a
 6 // @version 0.1
 7 // @name cotw_last_episode
 8 // @when Pages Match
 9 // @includes http://www.bbc.co.uk/radio3/cotw/
10 // ==/UserScript==
11 
12 
13 var today = new Date();
14 var day = today.getDay();
15 var last;
16 
17 if ((today.getHours() > 14) || ((today.getHours() = 14) && (today.getMinutes() > 30))) {
18   last = day;
19 } else {
20   switch (day) {
21     case 1: last = 5; break;
22     case 2: last = 1; break;
23     case 3: last = 2; break;
24     case 4: last = 3; break;
25     case 5: last = 4; break;
21     case 6: last = 5; break;
21     case 7: last = 5; break;
26   }
27 }
28 
29 var lastDayName;
30 
31 switch (last) {
32   case 1: lastDayName = ‘Monday’; break;
33   case 2: lastDayName = ‘Tuesday’; break;
34   case 3: lastDayName = ‘Wednesday’; break;
35   case 4: lastDayName = ‘Thursday’; break;
36   case 5: lastDayName = ‘Friday’; break;
37 }
38 
39 link = find(lastDayName).element
40 openTab(link)

You can download this extension from here, but to install you have to rename it from odt to xpi.

Punta Almana

nebbia sulla vetta
itinerario
Una semplice ferrata con Laura. Peccato per la mattinata nuvolosa e con forte vento. Un piccolo spavento lungo il tratto di cresta per la caduta di qualche pietra proprio sul sentiero in un tratto esposto.
La giornata è poi migliorata, rendendo la discesa lungo il Dosso Pelato molto piacevole.

platial

Oggi ho rimosso la widget di “Platial” dalla colonna sinistra del blog: le pagine erano insopportabilmente lente da caricare e poi ogni volta che cercavo di aggiungere un posto quello che ottenevo era “Sorry - no data available at this zoom level” :-(

Nel complesso un’esperienza di utilizzo negativa.

Rifugio Fratelli Calvi e Passo Portule

guglielmo_da_passo_portula
itinerario
In due ore e mezza, grazie alla poca neve abbiamo (io e Daniele) raggiunto il Rifugio, che tra l’altro era aperto. La gita fino al rifugio é stata piacevole, ma é proprio il caso di dire che il bello incomincia solo da li.
Vinta un po’ di pigrizia, ci siamo decisi a muoverci dopo aver mangiato, e ne é valsa davvero la pena. Messe finalmente le ciaspole, abbiamo camminato seguendo le tracce che portano lungo una facile cresta a raggiungere il Passo della Portula, da cui si apre un bel panorama in cui si distinguono la Presolana e il Guglielmo (quest’ultimo da un’angolazione davvero insolita).
Per ritornare al Rifugio abbiamo cambiato leggermente itinerario (dirigendoci verso il canalone che scende dal Passo Reseda), passando per zone per cui non era passato nessun’altro e godendoci un paio di brevi ma divertentissime discese in neve farinosa.
Alla fine ci siamo fatti quindi un totale di circa 22km di lunghezza per 1600 metri abbondanti di dislivello cumulativo.

onestà

onesto: colui che si rallegra contemplando acqua limpida

(traduzione letterale del pittogramma cinese)

Al Passo della Manina

Laura
itinerario
Una ciaspolata con Laura.
Abbiamo approfittato per bene della bellissima giornata e della neve, abbondante ma stabile, andando a scoprire un angolo di Orobie dove non eravamo mai stati. Il sentiero si svolge con esposizione a Sud Est, il che ha probabilmente contribuito a farci percepire un clima davvero primaverile.
Abbiamo impiegato circa due ore e mezza per la salita e una e mezza (con una bella pasua per prendere ancora un po’ di sole) per la discesa.